Pere e diabete: un aiuto naturale per abbassare la glicemia

Pere e diabete: un aiuto naturale per abbassare la glicemia

Pere e diabete: un binomio da scoprire

È assodato che la frutta è un’alleata di salute per tutti, anche per chi soffre di diabete. Ma attenzione a quale si sceglie. Meglio evitare frutta zuccherina, come cachi, fichi, banane o uva, e scegliere invece quella con basso indice glicemico ed elevato apporto di fibre.

E proprio per questi ed altri motivi le pere non dovrebbero mai mancare nella dieta dei diabetici. E nemmeno in quella dei soggetti a rischio, che devono fare particolare attenzione ai loro stili di vita per prevenire in particolare l’insorgere del diabete di tipo 2 o “mellito”.

Esatto, pere e diabete. Ti suona strano? Si tratta – è vero – di un frutto dal sapore dolce. Tuttavia, per le loro caratteristiche nutrizionali uniche, le pere aiutano ad abbassare la glicemia in modo naturale e anche a prevenire il diabete. Vediamo come e perché.

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Indice glicemico delle pere e altri frutti a confronto

Come puoi vedere dalla tabella qui sopra le pere hanno un basso indice glicemico e basso carico glicemico. Anzi: sono il frutto con indice glicemico più basso tra quelli più comuni. Un motivo, questo, che basterebbe da solo a mettere positivamente in relazione pere e diabete. Il perché è presto spiegato.

In sintesi, l’indice glicemico (IG) e il carico glicemico (CG) misurano come i carboidrati di un alimento alzano la glicemia, cioè la quantità di glucosio presenti nel sangue. Ciò è importante perché una glicemia sistematicamente troppo alta (al di sopra dei 130 mg/dl) porta gravi danni al sistema circolatorio, nervoso e renale.

Chi soffre di diabete è più esposto a questi rischi in quanto il suo organismo non produce o non utilizza correttamente l’insulina, ormone che regola l’assimilazione del glucosio. Quindi un diabetico deve preferire alimenti a basso IG, come le pere, che mantengono la glicemia bassa e non determinano pericolosi picchi glicemici.

 

Indice
Glicemico
Carico
Glicemico
Zuccheri
/100g
Fibre/
100 g
Pera 42 5 8,8 g 3,8 g
Mela 44 6 10 g 2 g
Arancia 48 5 7,8 g 1,6 g
Uva 49 9 15,6 g 1,5 g
Prugna 53 6 10,5 g 1,5 g
Pesca 56 5 5,8 g 1,9 g
Albicocca 57 5 6,8 g 1,5 g
Banana 58 13 15,4 g 1,8 g
Fonti: International Tables of Glycemic Index and Glycemic Load Values; CREA

 

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Pere: tante fibre contro il diabete

Quando parliamo di pere e diabete, dobbiamo parlare anche di fibre alimentari. Diversi studi hanno infatti dimostrato che una dieta ricca di fibre migliora il controllo della glicemia e riduce i livelli di colesterolo.

Come puoi vedere dalla tabella precedente le pere tra i frutti più comuni sono quello più ricco di fibre! Ma non solo: la pera contiene entrambi i tipi di fibre alimentari: solubili e insolubili. E proprio queste ultime sono un aiuto prezioso per chi è affetto da diabete.

Una ricerca dell’Università Federico II di Napoli, infatti, ha evidenziato l’effetto ipoglicemizzante e ipolipemizzante delle fibre solubili. In altre parole, esse contribuiscono ad abbassare naturalmente la glicemia e la concentrazione di lipidi nel sangue.

Lo stesso Ministero della Salute indica una maggiore assunzione di fibre vegetali solubili, insieme alla riduzione di grassi saturi di origine animale, come la prima e più sicura terapia per contrastare e prevenire il diabete e migliorare in generale la propria salute.

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Dimagrimento e diabete

Oltre a innumerevoli benefici per la salute, le pere aiutano anche al controllo del peso corporeo. È stato dimostrato, in effetti, che i consumatori di pere hanno il 35% in meno di probabilità di diventare obesi. Ma qual è il nesso tra dimagrimento, pere e diabete?

La risposta è semplice: la terapia per il diabete passa anche dalla riduzione della massa grassa. Secondo una ricerca della Newcastle University, con una dieta efficace volta a perdere 10 kg, il diabete di tipo 2 regredisce in via definitiva in quasi un caso su due.

Lo conferma anche la Società Italiana di Diabetologia. Il dimagrimento di un paziente affetto da diabete comporta:

  • aumento della sensibilità all’insulina
  • miglioramento della glicemia
  • riduzione degli acidi grassi liberi, dei trigliceridi e del colesterolo totale.

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Antiossidanti e prevenzione del diabete

Parlando di pere e diabete dobbiamo fare riferimento anche agli antiossidanti contenuti in questo frutto. Le pere sono infatti ricche di polifenoli, in particolare di flavonoidi. Si tratta di molecole bioattive che neutralizzano i radicali liberi, contrastano l’invecchiamento cellulare e contribuiscono a proteggere il corpo da varie patologie degenerative.

Diabete compreso! La scienza ha evidenziato, infatti, effetti positivi dei flavonoidi anche su questa patologia. Un’estesa ricerca sulla popolazione europea ha rilevato che l’assunzione alimentare di questi antiossidanti è associata a un rischio inferiore del 19% di soffrire di diabete di tipo 2. Questo è collegato al fatto che i flavonoidi:

  • Riducono l’assimilazione intestinale del glucosio
  • Migliorano la sensibilità generale all’insulina
  • Proteggono le cellule del pancreas che producono insulina

Pere e diabete: come e quando mangiarle

Abbiamo visto tutti i benefici connessi al consumo di pere per i diabetici: sono un frutto con un basso indice glicemico, contengono fibre che contribuiscono ad abbassare la glicemia e infine, grazie agli antiossidanti, aiutano a prevenire la patologia.

Ci sono comunque dei consigli utili per massimizzare gli effetti benefici delle pere per i diabetici (e non solo!). Innanzitutto le pere andrebbero sempre consumate fresche e di stagione e con la buccia che contiene fino al 25% di fibre, vitamine e antiossidanti.

Le persone diabetiche possono e devono mangiare frutta, ma, in generale, essa non dovrebbe essere inclusa nei pasti principali se questi contengono alimenti ad elevato indice glicemico. Meglio attendere 2 ore e mangiarla a metà mattina o come merenda pomeridiana.

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Tutti gli altri benefici delle pere

Pere e diabete non è l’unico binomio di salute che vede protagonista questo frutto. Sono davvero tanti i benefici della pera osservati dalla scienza, ma spesso poco conosciuti ai più:

  • Hanno un elevato potere energizzante che favorisce il recupero delle forze.
  • Sono depurative e lassative: migliorano la salute dell’intestino e prevengono la costipazione.
  • Contribuiscono a proteggere da ictus, malattie coronariche e altri disturbi cardiovascolari.
  • Contrastano l’invecchiamento della pelle e proteggono la vista.

Influiscono positivamente sull’ulcera e sullo sviluppo di calcoli nel tratto urinario.