Si può combattere la ritenzione idrica a tavola?

Si può combattere la ritenzione idrica a tavola?

Una corretta alimentazione può essere un ottimo rimedio

Si stima che in Italia ne soffra una donna su tre. Ma non è solo un problema femminile. Parliamo della ritenzione idrica, che, sì, può riguardare anche i maschi. Perlopiù, nel loro caso, per uno scarso introito di acqua o a causa di diete ipersodiche. Un aspetto, questo, non proprio secondario. Fare le giuste scelte alimentari e adottare uno stile di vita sano sono, infatti, le migliori strategie per combattere la ritenzione idrica. Una “battaglia”, insomma, che parte anche a tavola e che ha nella frutta, in particolare nella pera, un valido alleato.

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Mani di donna su gambe con cellulite

Che cos’è e quali sono le cause della ritenzione idrica?

Quando si parla di ritenzione idrica s’intende un accumulo di liquidi che il nostro organismo non riesce a espellere. Quando il problema riguarda tutto l’organismo, si parla di ritenzione idrica generalizzata. Più spesso, però, la ritenzione idrica porta al ristagno di fluidi solo in aree localizzate. Si tratta di quelle parti del corpo laddove si concentra maggiormente anche l’accumulo di adipe, tra cui:

  • glutei
  • cosce
  • pancia

Sul fronte ritenzione idrica, le cause sono molteplici: dagli squilibri ormonali a specifiche patologie come artrite o insufficienza renale. La sua è, però, un’eziologia multifattoriale. C’è, insomma, una concomitanza di fattori. E, in questo contesto, giocano un ruolo importante (in negativo) stress, stili di vita errati e carenze nutrizionali.

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Più acqua per combattere la ritenzione idrica

Due giovani al parco che impugnano una bottiglia di acqua

Non esiste una bacchetta magica per combattere la ritenzione idrica. Piuttosto una… forchetta logica. È a tavola, infatti, che si può fare la differenza. Un passaggio importante perché ritenzione idrica non vuole dire solo inestetismi. Possono insorgere anche altre problematiche, come vedremo più in  basso.

È possibile combattere la ritenzione idrica facendo le giuste scelte alimentari. E sgombrando il campo da errate convinzioni. Non è vero, per esempio, che bere molta acqua favorisca o acuisca il fenomeno. Gli esperti¹ ricordano che, quando non dovuta a particolari patologie, la ritenzione idrica dipende principalmente dal sale o da altre sostanze contenute negli alimenti. L’acqua fa bene al nostro organismo. Ecco perché dobbiamo berne e in abbondanza, mediamente circa 2 litri di acqua al giorno (almeno 6-8 bicchieri) anche tra i pasti².

Ed ecco anche uno dei motivi che rendono frutta e verdura ottime alleate. Entrambe abbondano, infatti, di acqua: nella pera, addirittura, ve ne sono più di 80 g in 100 g di frutto.

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Il ruolo prezioso del magnesio

Non solo acqua per combattere la ritenzione idrica. Frutta e verdura apportano, come ormai saprai, anche un importante corredo di vitamine e minerali, tra cui il magnesio. E, a proposito, c’è uno stretto legame tra magnesio e ritenzione idrica. Questo macroelemento partecipa a molte delle reazioni che avvengono nelle cellule. Agisce, nello specifico, sulla permeabilità della membrana cellulare. Favorisce, in buona sostanza, il passaggio di alcuni elementi essenziali come il potassio, che ottimizzano le comunicazioni nervose e muscolari. Il magnesio ha, dunque, una grande rilevanza nel contrasto alla ritenzione idrica: è essenziale per l’eliminazione dei liquidi in eccesso. Ciò in quanto influisce positivamente sulla circolazione periferica.

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Le proprietà drenanti della pera

Pera in primo piano

 

Come abbiamo visto, frutta e verdura sono ottimi alleati per combattere la ritenzione idrica. La pera, soprattutto. Questo per l’abbondante presenza di acqua e potassio, che favorisce la diuresi. Ma non solo. In virtù dell’alto contenuto di fibre, la pera aiuta il transito intestinale, contribuendo così alla diminuzione del senso di gonfiore. Grazie, ancora, alla grande quantità di acqua restituisce un senso di sazietà.

Inoltre, si tratta di un frutto consigliato in gravidanza. La presenza di acido folico, infatti, favorisce l’eliminazione dell’acido urico, causa di gonfiore, soprattutto di gambe e piedi, negli ultimi mesi prima del parto.

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Le conseguenze dell’accumulo di liquidi

È importante combattere la ritenzione idrica poiché può avere notevoli conseguenze sull’organismo. Il ristagno dei liquidi in eccesso può alterare la corretta funzionalità del sistema venoso e linfatico. Producono, inoltre, tossine che possono influenzare negativamente il metabolismo cellulare.

I sintomi più diffusi della ritenzione idrica sono il senso di pesantezza, soprattutto agli arti inferiori, e il gonfiore. In aggiunta, nei casi più gravi, può essere compromessa la capacità di movimento. E, se viene interessata la zona addominale, possono manifestarsi anche disturbi gastrointestinali.

 

NOTE

¹ Linee guida per una sana alimentazione, CREA.

² Valori di riferimento per l’assunzione di acqua giornaliera per adulti in condizioni di temperatura ambientale temperata e moderati livelli di attività fisica, come riportato dai LARN IV revisione.